Le Streghe del Tonale
- Alla scoperta del mito
- 19 apr
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1518, Breno, provincia di Brescia.
Carlo Miani, castellano di Breno e gentiluomo di Venezia, scrive di un gruppo di streghe ree confesse di aver fatto "morir homini infiniti" mediante polvere avuta dal demonio, e che si sono stabilite sul monte Tonale per usarlo come base per i propri riti e le loro arti oscure.
Secondo Miani la stregoneria era un fatto intergenerazionale e vi erano infatti parecchie giovani donne che, istigate dalle madri, disegnavano croci sul terreno per poi calpestarle e sputarci sopra mentre pronunciavano oscenità. Tutto questo affinché si materializzasse Satana in persona, che nella forma di un mostruoso cavallo le trasportava sulla cima del monte dove avevano luogo banchetti e feste nere.
I sabba erano spesso accompagnati dagli impetuosi venti della Valle Canonica, e i pochi temerari che mai si erano avventurati sulla cima non avevano mai più fatto ritorno.
Inorridito dalla storia, un giorno un cavaliere partì da Ponte di Legno e si inerpicò attraverso i boschi giungendo quasi in cima.
Le streghe però si accorsero ben presto dell'intruso e lo circondarono, chiamando a rinforzo lupi, orsi e altre bestie.
Il cavaliere alzò contro di loro la croce di pino che portava con sé e le belve scapparono via all'istante.
Furono poi le streghe a scagliarsi contro l'uomo, ma anche loro vennero costrette a indietreggiare per evitare il contatto con la croce.
Le donne chiamarono allora il Diavolo, e il cavaliere per niente spaventato continuò a tenere alta la croce tracciando nell'aria un ampio segno e scacciando il demonio nel nome della Santissima Trinità.
Diavolo e streghe fuggirono sconfitti, e il cavaliere ordinò che il quel posto venisse eretto un ospizio dedicato a San Bartolomeo, come simbolo e memoria della vittoria del bene sul male.
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